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FdI all’attacco sulle ambiguità del Pd, opposizioni in rivolta sul regolamento: ecco cos'è successo
Clima di altissima tensione alla Camera. E la manovra - il governo ha chiesto la fiducia, come confermato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani - non c’entra nulla. La ripartenza dopo la pausa natalizia è tutto fuorché morbida e il clima politico si è surriscaldato subito sul dossier Hannoun tra accuse incrociate e presunte violazioni del regolamento. A far esplodere lo scontro è invece il caso del presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia, arrestato insieme ad altre otto persone nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema di finanziamento ad Hamas.
Ad aprire le ostilità è stata Fratelli d’Italia. Sara Kelany è intervenuta sull’ordine dei lavori e ha chiesto un’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiarire "sui contorni di questa indagine". L’affondo è diretto e politico. Hannoun, secondo la deputata di FdI, "è stato osannato e coccolato da Pd, M5S e Avs, è stato invitato alla Camera anche dalla deputata Stefani Ascari (del Movimento 5 Stelle, ndr) che ha fatto con questo soggetto più missioni all’estero". Un attacco concluso senza sconti: un "atteggiamento vergognoso che noi abbiamo stigmatizzato fortemente, di cui abbiamo chiesto conto e rispetto al quale la sinistra si è trincerata in un imbarazzante silenzio, silenzio che perdura ancora oggi all’alba di questi fatti". Per Kelany, Pd e alleati dovrebbero "scusarsi con gli italiani".






