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Il vicepresidente del Parlamento europeo ha criticato gli esponenti della sua parte politica, sottolineando che a questo punto "serve un'assunzione di responsabilità collettiva e una riflessione seria"

Fa molto rumore il silenzio di Elly Schlein, di Giuseppe Conte, di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni dopo l'arresto di Mohammad Hannoun e degli altri 8 soggetti che, stando alle indagini condotte dagli apparati italiani, sarebbero parte di Hamas o comunque legati all'organizzazione terroristica. È un silenzio imbarazzato per tutte le volte che Hannoun ha rivendicato contatti con i partiti della sinistra parlamentare, per tutte le volte che i suoi esponenti si sono fatti fotografare mentre dal centrodestra si chiedeva di non legittimarne la presenza pubblica e politica. Anzi, chi lo chiedeva veniva tacciato di islamofobia, di razzismo e di qualunque altra cosa che avesse a che fare con questo. Ma il tempo è galantuomo e basta aspettare per prendersi la ragione e oggi anche da sinistra arrivano vergate contro chi in questi anni ha avuto rapporti intensi con questi soggetti e la più dura è Pina Picierno del Pd, europarlamentare e vicepresidente del Parlamento europeo, che fin dalle prime ore dell'arresto ha fatto sentire la propria voce in una desolante prateria di silenzi.