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Sinistra scatenata contro la premier però tifa il Green Deal, ben più dannoso dei dazi per le nostre aziende

Neanche il tempo di annunciare l'accordo sui dazi tra Ue e Stati Uniti che è partito l'ordine di scuderia dei partiti della sinistra italiana: attaccate Giorgia Meloni. Così, nella giornata di ieri, è stato un profluvio di dichiarazioni da parte degli esponenti del Pd, del M5S, di Avs e perfino dei centristi. Le accuse alla premier sono molteplici ma non tengono in considerazione un elemento fondamentale, il commercio internazionale è competenza dell'Unione europea e la trattativa è stata portata avanti da Ursula von der Leyen. Gli stessi esponenti politici che accusavano il governo italiano di voler trattare da solo con Trump o di "spaccare l'Europa", oggi attaccano Giorgia Meloni per aver fatto esattamente quello che le opposizioni chiedevano prima dell'accordo, ovvero lasciar trattare l'Europa.

A dettare la linea è la segretaria del Pd Elly Schlein secondo cui: "quello raggiunto dall'Ue con Trump non è un buon accordo come sostiene il governo. Ha i tratti di una resa alle imposizioni americane, dovuta al fatto che il governo italiano, insieme ad altri governi nazionalisti, è totalmente subalterno a Trump".