È ancora l’intelligenza artificiale il tema centrale nelle strategie di investimento del 2026. Insieme alle politiche fiscali espansive dei governi e alle buone prospettive dei mercati emergenti ed europei, si conferma come una tra le più potenti leve di crescita segnalate dalla maggior parte delle società di gestione che hanno partecipato al consueto sondaggio di Plus24 sulle prospettive dei mercati per il nuovo anno.

Un anno ancora potenzialmente foriero di soddisfazioni per gli investitori, soprattutto sulla parte azionaria, anche se non privo di rischi. Il primo a essere segnalato è quello relativo alle valutazioni del comparto tecnologico in seguito alle quali da più parti vengono sollevati timori legati a una possibile bolla tech, ma non meno sentito è il timore relativo a una adozione troppo rapida o disordinata dell’intelligenza artificiale che secondo alcuni potrebbe avere effetti negativi su occupazione e consumi. Inoltre le case di investimento raccomandano di non far passare in secondo piano il fatto che l’andamento futuro dei listini dovrà comunque scontrarsi con un contesto che continuerà a essere difficile.

Crescenti tensioni geopolitiche, debiti pubblici elevati in molti Paesi e assenza di piani concreti per contenere la spesa pubblica sono tra i principali timori espressi dai gestori e con i quali dovranno fare i conti prima di prendere decisioni. Insomma tanti gli elementi da valutare nelle strategie di portafoglio che includono però anche una buona dose di ottimismo soprattutto su due temi: mercati emergenti e possibile risoluzione dei conflitti con una conseguente fase di ricostruzione che potrebbe rilanciare la crescita soprattutto in Europa e sostenere i listini dell’area. Sullo sfondo, però, resta il nodo dell’inflazione che non va sottovalutata, così come le decisioni di politica monetaria da parte della Fed e le tensioni commerciali ancora in atto soprattutto tra Cina e Stati Uniti.