VENEZIA - I soldi per il Mose, dopo tante proteste, alla fine, sono stati sbloccati. Praticamente in zona Cesarini, per i tempi delle casse dello Stato che chiudono a fine anno. L'attesa buona notizia è rimbalzata ieri mattina da Roma. La Ragioneria generale dello Stato ha dato il via libera al trasferimento di «93.380.517,13 euro per Venezia - ha annunciato il Mit, in una nota - finalizzati al pagamento delle somme dovute per sbloccare le prestazioni eseguite e contabilizzate nell'ambito delle attività del Mose. Le risorse serviranno anche ad assicurare la gestione e la manutenzione ordinaria dell'opera e gli interventi per la salvaguardia della laguna».

Fondi in realtà già stanziati dal Mit, ma che erano stati "congelati" dal Mef nell'ambito della manovra di bilancio. Una doccia fredda inaspettata, che rischiava di far saltare il sistema della salvaguardia lagunare, con il blocco dei lavori per il completamento del sistema Mose, ma anche degli stessi sollevamenti delle dighe mobili. Rischi che il commissario liquidatore del Consorzio Venezia Nuova, Massimo Miani, aveva segnalato al Ministero in un'allarmata lettera della settimana scorsa. Pericolo ora scongiurato.

Mose, sbloccati 93 milioni di euro per pagare stipendi, imprese, manutenzioni e gestione. Stefani: «Svolta nell'interesse dei veneziani»