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Il direttore de il Giornale ha commentato al telegiornale di Rai Uno l'indagine che ha portato agli arresti del presidente dei palestinesi in Italia e di altre 8 persone accusate di essere legate ad Hamas
L'arresto di Mohammad Hannoun ha fatto molto rumore nel mondo politico italiano, non solo perché è considerato uno dei capi di Hamas all'estero ma soprattutto perché fino a poco tempo fa si è fatto fotografare con ben più di un esponente dei partiti che oggi siedono in parlamento, dal M5s al Partito democratico. Il Giornale e il Tempo raccontano da tempo i movimenti sospetti del presidente dell'Associazione dei palestinesi in Italia ma fino a questo momento non c'era stato grande seguito ma, anzi, minacce di querele e querele piovute incessantemente, oltre a minacce di morte e gravi intimidazioni.
"Abbiamo provato a raccontare chi era Mohammed Hannoun, con una inchiesta che portato minacce, intimidazioni e fatwe. Ma oggi sappiamo con questo arresto che avevamo molte ragioni e che i documenti che abbiamo pubblicato su lui e le sue associazioni conducono direttamente ad Hamas", ha dichiarato il direttore de il Giornale Tommaso Cerno al Tg1 delle 20. Nel frattempo ci sono stati 9 arresti, compreso quello di Hannoun, in un'indagine che va avanti da anni e che ha permesso di far emergere collegamenti interni ed esterni, di ricondurre movimenti di denaro e contatti a una rete che si muoverebbe sotto l'egida di Hamas da ormai molti anni. Tutto partiva da Genova ma Hannon aveva interessi anche a Milano, dove ha partecipato a innumerevoli manifestazioni. Oltre agli arresti sono state applicate misure cautelari anche alle associazioni, che però hanno dichiarato di non interrompere la propria attività.










