Con il secondo blocco della quinta ed ultima stagione si esaurisce la serie cult dell'ultimo decennio, Stranger Things. La saga dell'immaginaria cittadina di Hawkins, in cui un gruppo di ragazzini si è unito intorno a Undici, fulcro emotivo e narrativo del serial, per salvare il mondo dalle malvagità del mondo parallelo, il Sottosopra, ha riportato il genere della science fiction ai vertici della narrazione televisiva. Fiumi di inchiostro digitale sono stati spesi per raccontare personaggi, citazioni, oggetti anni Ottanta, look, insomma tutto ciò che Stranger Things ha portato nelle case degli spettatori del mondo intero. Recentemente anche la celebre rivista scientifica Nature si è occupata di spiegare cosa accade in quel mondo spaventoso che Mike e compagni affrontano con tanto coraggio.

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E nel giorno in cui arrivano le altre 4 puntate di Stranger Things abbiamo deciso di farlo anche noi, con l'aiuto prezioso di due scienziati italiani, Caterina Vozzi direttrice dell’istituto di Fotonica e Nanotecnolcogie del CNR e Davide Faccialà, ricercatore presso l'istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR, che ci hanno aiutato a comprendere le teorie della fisica e della meccanica quantistica che hanno ispirato i creatori della serie, i Duffer brothers. Iniziamo facendo un salto alla prima stagione, quando il professore di scienze Clarke cerca di spiegare ai ragazzi l'esistenza di altre dimensioni dove potrebbe essere finito il loro amico Will, appena scomparso. “Avete pensato all'interpretazione a Molti Mondi di Hugh Everett, vero? Beh, fondamentalmente dice che esistono universi paralleli. Proprio come il nostro mondo, ma con infinite variazioni... Il che significa che esiste un mondo là fuori dove nessuna di queste tragedie è mai accaduta”.