Nessun finale alternativo. Nessun episodio segreto. Per i fan di Stranger Things che ancora speravano nella teoria del Conformity Gate (per chi non sa cosa sia la spieghiamo tra poco) questa notte è arrivata la doccia fredda: i fratelli Duffer hanno veramente chiuso la serie Netflix con l’episodio numero 8, uscito lo scorso 1 gennaio. Il vero finale è quello che già (quasi) tutti hanno scoperto a Capodanno. Netflix però il 7 gennaio, data in cui secondo la teoria doveva uscire il nono (segretissimo) episodio, ha condiviso qualcosa sugli account ufficiali, facendo comunque sperare, invano, i fan.

IL “COMPLOTTISMO” E LA TEORIA DEL CONFORMITY GATE

Ma cos’è la teoria del Conformity Gate? Dopo l’ultimo episodio alcuni fan, scontenti o comunque non convinti dal finale della serie, una delle più amate al mondo, hanno cominciato a scandagliare ogni dettaglio dell’ultimo volume. Indizi, incongruenze, qualsiasi cosa che facesse pensare a un finale alternativo. Una ricerca spasmodica che ha portato un utente su Reddit a lanciare la teoria: “Se cerchi ‘fake ending’ su Netflix compare la locandina di Stranger Things con scritto ‘nuovo episodio'”. Un appiglio (reale va detto) per numerosi fan scontenti del finale, considerato troppo “perfetto” per essere vero, che hanno cominciato a ipotizzare teorie su teorie. Fino all’ultima diventata talmente virale da essere quasi convincente (attenzione spoiler). Altro che diplomi, vite che vanno avanti e Hawkins tornata alla normalità: Vecna ha costruito un’illusione trascinando tutti, spettatori compresi, in una prigione mentale. Gli indizi, secondo i sostenitori della teoria, sono disseminati ovunque: gli studenti che durante la scena del diploma sono seduti con le mani giunte, postura che più volte, nel corso della serie, è stata assunta da Henry Creel; il messaggio “nascosto” dietro alla scena di gioco nello scantinato di Mike Wheeler, quando i ragazzi, all’ultima partita di Dungeon and Dragons, ripongono dei libri formando (secondo una foto postata sui social da Noah Schnapp interprete di Will Byers) la scritta “X A LIE”, cioè la dimensione X è una bugia. O, ancora, i cartelli con scritto Exit, sparsi in diverse scene con un rimando chiaro, secondo i fan, a The Truman Show. Centrale poi, nella teoria, è l’importanza data al numero sette, effettivamente ricorrente nella serie. Sette è infatti il numero che esce a Will nella prima stagione quando, durante la prima partita a D&D viene “preso dal Demogorgone”, sette è anche il numero di secondi che Undi contra tra un fulmine e l’altro nel Sottosopra, sette sono anche i secondi di “nero” dopo il momento critico in cui Steve sembra quasi non farcela. Insomma, un numero talmente ricorrente da far credere ai fan che proprio il sette gennaio dovesse succedere qualcosa.