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Manca pochissimo all'ultimo episodio di Stranger Things 5 preceduto dai tre - su otto - episodi filler di recente pubblicazione. La seconda parte della quinta e ultima stagione di una delle serie più viste di sempre è formata da tre episodi di transizione e per noi non si è rivelata una grande mossa, specialmente nell’ottica di una programmazione in altrettante tranche che li ha proposti “da soli”. Netflix ha voluto spremere al massimo la sua gallina delle uova d’oro e, nel distribuire la stagione centellinandola, sta rovinando le ultime battute di uno show epico. Nello specifico, La scossa, Fuga da Camazotz e Il ponte, al netto della fuga di Max e della rivelazione del wormhole, sono puntate propedeutiche che si inseriscono organicamente in un'annata configurata come un heist, ovvero incentrata su un gruppo di personaggi con capacità fisiche e intellettuali complementari che collabora per mettere a punto un piano, eseguirlo e così portare a termine una missione.