Una cosa è certa, i fratelli Duffer hanno buon gusto per la musica: scegliere When Doves Cry e Purple Rain di Prince per due scene chiave dell’ultima puntata di Stranger Things ne è la ri(conferma). Sul resto di quest'epilogo abbiamo diverse perplessità, imputabili al fatto che i creatori e showrunner della serie-fenomeno del decennio hanno optato per un finale prudente e pusillanime. Trasformando gli ultimi tre quarti d’ora nella fiera dell'happy ending dei buoni sentimenti e, soprattutto, lasciando nel dubbio il destino di Undici hanno concluso con deludente mestizia e mancanza di coraggio una delle parabole televisive più appassionanti del decennio. Facciamo un passo indietro: l’epica battaglia contro Vecna, mentre i militari danno la caccia a Undici e Will & co si avventurano oltre il ponte per salvare i bambini, si rivolve nella prima ora dell'episodio. Le battute finali rivelano come Henry sia diventato Vecna e la natura reale del suo rapporto con il Mind Flayer: anche lui era un bambino debole trascinato verso il lato oscuro da un predatore soprannaturale, sebbene Creel rivendichi la volontà di portarne avanti il piano di distruzione come esclusivamente sua.Undici in una scena di Stranger Things
Giustizia per Undici! Se solo i fratelli Duffer, nel finale di Stranger Things avessero avuto più audacia e meno prudenza…
Cosa abbiamo da dire su quell'epilogo che ferisce più di tutti la sua eroina, e cosa aspettarci dal futuro del franchise (attenzione, spoiler)










