Centoundici anni fa l’invito del pontefice a sospendere i combattimenti all'inizio della Prima guerra mondiale fu rifiutato dai capi delle Nazioni, ma nelle trincee i soldati di eserciti contrapposti cessarono l’uso delle armi per celebrare la Vigilia.
Luci che si accendono sugli alberi, nel cuore di una notte di trincea. Lo stupore, poi la gioia. Lo scambio di piccoli doni simbolici, come qualche sigaretta. Una partita di calcio a fare da sigillo. Ci viene raccontata così, da lettere, testimonianze e fotografie, la tregua di Natale 1914.
Avvenuta poco dopo l’inizio della Grande Guerra, non fu decisa dai capi di Stato ma dai soldati che combattevano al fronte. Raccontata da libri e film, è passata alla storia anche come un messaggio forte che arriva nel presente, nel momento in cui Mosca, pochi giorni fa, ha respinto le richieste di una tregua natalizia in Ucraina. E mentre un invito a interrompere i combattimenti per 24 ore è arrivato anche da Papa Leone XIV.
Le luci nella città ucraina di Odessa alimentate dal generatore dopo il blackout
La linea del fronte nelle Fiandre












