BOLOGNA – Una “ferita profonda” che “ha segnato la nostra comunità e l’intero paese”, la strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984 quando una bomba nella galleria fra San Benedetto Val di Sambro e Vernio provocò 16 morti e quasi 300 feriti sul treno Napoli-Milano. Oggi a San Benedetto, comune dell’Appennino bolognese, si è svolta la commemorazione nel 41° anniversario. Per il sindaco Alessandro Santoni, che ha parlato dalla stazione di San Benedetto, questo non può essere solo “un momento di memoria” e commemorazione, ma anche “di impegno civile”.

Hanno partecipato anche gli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi. “La memoria non è qualcosa da custodire in silenzio, ma un testimone da raccogliere e portare avanti. La strade del Rapido 904 non fu un incidente, ma un attacco alla convivenza civile e alla democrazia”, ha detto Santoni rivolgendosi agli studenti. “Anche oggi, in un mondo diverso ma meno fragile, la democrazia va difesa ogni giorno con le parole, con i gesti, con la partecipazione, con il rispetto degli altri”. San Benedetto Val di Sambro “è una comunità che ha scelto la legalità, la solidarietà come risposta alla violenza”. Enrico Di Stasi, che ha partecipato a nome della Città metropolitana, la strage “colpì innocenti, famiglie, lavoratori, studenti”, in viaggio verso casa per il Natale: fu “una violenza cieca e criminale. Ricordare oggi non è un atto formale. E’ un dovere morale e civile”.