Ogni clic online racconta qualcosa di noi. Ogni pagina aperta, ogni ricerca, ogni secondo trascorso in rete lascia una traccia perciò la scelta del browser non è più soltanto una questione di velocità, ma di privacy. Ed è proprio sulla privacy che ChatGPT Atlas, il nuovo browser di OpenAI basato sull’intelligenza artificiale, mostra i suoi limiti più evidenti, insieme a Google Chrome: un dato tutt’altro che marginale, se si considera che quest’ultimo è il browser più utilizzato al mondo.
Sono i risultati pubblicati da Digitain, società specializzata nello sviluppo di software per il settore iGaming, che assegna a ChatGPT Atlas un punteggio di rischio per la privacy pari a 99 su una scala da 1 a 99, in cui i valori più alti corrispondono a un livello di protezione più basso. L’analisi ha preso in esame 13 browser differenti, valutandoli sulla base di diverse metriche legate alla capacità di tutelare i dati personali degli utenti durante la navigazione.
Da Chrome a Tor, ecco quali sono i browser più sicuri (e quelli meno)
Il test ha messo alla prova i browser più diffusi per capire quanto riescano davvero a proteggerci mentre navighiamo. L’analisi si è concentrata sulla capacità di neutralizzare il fingerprinting (la tecnica che scansiona le caratteristiche tecniche del nostro dispositivo per riconoscerci ovunque) e sul blocco dei tracker (i pedinatori digitali che monitorano ogni nostro movimento per creare un profilo delle nostre abitudini).








