Dopo la chat, il browser: fonti vicine a OpenAI riferiscono che, nelle prossime settimane, l’azienda potrebbe presentare un software per la navigazione sul web. Sarà basato su Chromium ma profondamente diverso dai concorrenti, perché metterà al centro un’interfaccia conversazionale simile a ChatGPT e un agente capace di agire al posto dell’utente.
Quota di mercato dei browser desktop a Giugno 2025
Attacco a Google
Non è solo una logica evoluzione per OpenAI, ma un attacco diretto a uno dei pilastri economici di Google. Oggi Chrome fornisce gran parte dei dati che alimentano l’ad-tech, un business che rappresenta quasi tre quarti dei ricavi di Alphabet. Se anche solo una parte dei 400 milioni di utenti settimanali di ChatGPT adottasse il browser di OpenAI, il flusso informativo su cui si fonda la macchina pubblicitaria di Mountain View ne risulterebbe intaccato.
La minaccia emerge con ancora maggiore evidenza se si osservano le quote di mercato: Chrome sfiora i due terzi della navigazione globale, mentre Safari si ferma attorno al 16 per cento. Non è un caso che, proprio su questo terreno, il Dipartimento di Giustizia statunitense stia considerando rimedi strutturali fino a ipotizzare la vendita forzata di Chrome, scenario in cui OpenAI ha già detto di essere pronta a fare un’offerta. In attesa di conoscere l’esito del contenzioso, la startup ha scelto la via del browser proprietario per ottenere in autonomia dati di navigazione e per integrare nativamente i propri modelli linguistici.







