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23 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:46

“Ha implorato aiuto lungo tutto il percorso, senza trovare nessuno che intervenisse. Questa grande indifferenza proprio ci fa rabbia. È svuotato come un sacco”. Ricorda quello che è successo a suo figlio di 15 anni, a pochi metri dalla via di Milano che è tutto un susseguirsi di negozi, da piazza Loreto fino a Porta Venezia. Di giorno un viavai frenetico dove lo shopping e la fretta sostituiscono lo spazio dell’empatia. Lui, alle otto si sera, è stato rapinato, spogliato e costretto a prelevare al bancomat. Era stato agganciato tra le centralissime corso Buenos Aires e via San Gregorio. Prima il giubbotto, poi il maglione e le scarpe. Infine gli hanno portato via lo smartphone e il portafogli. Sequestrato per venti minuti da quattro ragazzini, in uno dei luoghi più iconici di Milano.

“Siamo molto arrabbiati”, spiega la mamma del giovane, intervistata da Repubblica. “Con gli aggressori, ma questo è ovvio. Non è che chiediamo clemenza per loro, ma sappiamo che sono il reflusso di un’onda, e che avranno la vita rovinata. Usciranno peggio di prima. Ma siamo arrabbiati soprattutto per altro”. Gli aggressori sono un tunisino di 20 anni finito a san Vittore, e un’italiana di 15, un marocchino di 16 e un siriano di 17, tutti al Beccaria in quanto minorenni. Tutti provenienti dalla Bergamasca, tutti con precedenti e finiti in manette rapina aggravata, sequestro di persona, tentata estorsione e violenza a pubblico ufficiale.