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In piazza Maggiore, a Bologna, è stata installata un’opera d’arte composta da 19 rocce gonfiabili alte fino a 14 metri, che si illuminano al buio. Le finte pietre hanno suscitato reazioni contrastanti, soprattutto sui social: alcune persone ne hanno apprezzato l’originalità, ma molte altre le hanno criticate perché, secondo loro, sarebbero poco in armonia con il resto della piazza e poco coerenti con il contesto natalizio di questo periodo.

L’opera si chiama Iwagumi – Dismisura ed è stata realizzata da Eness, uno studio artistico australiano specializzato in installazioni pubbliche e interattive. Si ispira alla pratica giapponese dell’iwagumi, cioè l’arte di disporre rocce in modo armonico all’interno di un contesto naturale, spesso un acquario. In passato l’installazione è stata esposta anche a Melbourne, in Australia, e a Singapore. Sul sito di Bologna Festival, l’associazione culturale che l’ha promossa, si legge che lo scopo dell’opera è far riflettere sul senso di limitatezza e stupore che l’uomo sente davanti ad alcuni elementi della natura.

L’opera è stata inaugurata la sera di domenica 21 dicembre: oltre alle luci colorate che si accendono automaticamente con il buio, è stata attivata anche la musica, con brani al pianoforte e suoni della natura. Resterà lì fino al 26 dicembre, e nonostante piazza Maggiore fosse piena di persone per l’inaugurazione le prime critiche sono state espresse già durante la fase di installazione, iniziata diversi giorni prima.