BOLOGNA – Lo stupore era parte del programma, ma forse un cartello preparatorio avrebbe aiutato i passanti più ignari a capire che in piazza Maggiore non erano caduti due meteoriti alti quattordici metri, come alcuni in effetti hanno temuto per qualche secondo, tra divertimento e fatalismo, pensando a qualche film di fantascienza. Le prime due enormi rocce gonfiabili in tessuto color dolomia, parte dell'installazione “Iwagumi” (in giapponese: composizione di rocce) firmata dall’artista australiano Nimrod Weis e patrocinata da Illumia in collaborazione con Bologna Festival, hanno cominciato a farsi spazio sul Crescentone, davanti a San Petronio.

(eikon)

Dal tardo pomeriggio di ieri i primi due megaliti troneggiano sulla piazza coprendo (a seconda del punto di osservazione) ora la facciata della Basilica, ora Palazzo d'Accursio, ora palazzo del Podestà, un'operazione di ridefinizione della percezione dello spazio che si completerà con altri 17 esemplari, di taglia più piccola ma comunque ragguardevole, disseminati tra piazza Maggiore e piazza del Nettuno. Lo scopo di Weis, che ha portato l'installazione per la prima volta in Occidente dopo averla presentata in Australia a Singapore e in Arabia Saudita, è quello di invitare tutti a concepire diversamente lo spazio urbano, sentendosi minuscoli al cospetto degli enormi massi.