Davanti all’ampia finestra che si apre sui giardini e sul lago, sullo sfondo, nella morbida luce di un tramonto decembrino, seduto nello studio silenzioso il Papa rilegge per l’ennesima volta le pagine preziose di un piccolo libro che l’ha spesso accompagnato lungo la vita, ora appena rieditato dalla Libreria Vaticana Editrice. Pagine scritte nel lontano Seicento da un umile frate carmelitano, che faceva il cuoco nel suo convento. Eppure... Eppure “La pratica della presenza di Dio” di fra Lorenzo della Risurrezione, insieme agli scritti di Sant’Agostino, non ha mai smesso di illuminarlo, di aiutarlo nella preghiera e nella meditazione, come lui stesso ha sottolineato nella prefazione della nuova edizione.

La scena, ammettiamolo, è frutto di immaginazione, un’idea di come potrebbe passare qualche ora, o giorno, nelle prossime, intensissime settimane festive di papa Leone XIV, in un pausa ritagliata nella residenza di Castel Gandolfo. Ma si basa su elementi reali. Appena è possibile, il Pontefice vi si reca, lo ha fatto anche pochi giorni fa. Le visite a sorpresa non gli fanno certo difetto... Il libro citato è stato appena ripubblicato per l’appunto dalla Lev, con la prefazione del Pontefice, che lo ha ampiamente citato anche durante il recente viaggio di ritorno dal Libano.