Petizioni, sit-in e flash mob: a Torino protestare porta spesso a risultati concreti. Negli ultimi anni in più di un’occasione l’amministrazione comunale ha risposto alle richieste dei cittadini. È accaduto con la riapertura di servizi chiusi, come alcune sedi anagrafiche, e il ripristino dei mezzi pubblici in quartieri rimasti senza collegamenti. Anche sul fronte della sicurezza le sollecitazioni hanno trovato riscontro: lo dimostrano l’apertura di un nuovo comando dei vigili urbani a Mirafiori, i presìdi dell’Esercito nell’ambito del piano Strade Sicure e l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza. Un trend che si è intensificato nell'ultimo periodo, complice l’arrivo dei fondi del Pnrr e il cambio di colore politico alla guida della Città, datato 2021.
1. Il comando dei vigili a Mirafiori Sud
Il 17 dicembre scorso, dopo cinque anni, il quartiere Mirafiori Sud è tornato ad avere un presidio di forze dell'ordine. In strada comunale di Mirafiori 7 è stato inaugurato un comando della polizia municipale, che ospita quaranta agenti. Un'operazione del Comune, costata 80 mila euro, fondi serviti per riadattare vecchi magazzini trasformandoli in uffici. I residenti a Mirafiori chiedevano un presidio delle forze dell'ordine da dicembre 2020, quando aveva chiuso il comando dei vigili urbani in via Morandi 10. Tre anni prima, nello stesso quartiere, era stata interrotta l'attività della stazione dei carabinieri in via Plava. Da allora si erano moltiplicate le petizioni dei cittadini per avere più sicurezza in quell'area della periferia Sud, afflitta da problemi di microcriminalità. Solo nell'ultimo anno e mezzo sono tre le raccolte firme, ognuna con centinaia di adesioni.







