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Ultimo aggiornamento: 7:02
La scorsa settimana ho scritto all’assessore competente, due volte, a distanza di pochi giorni, trasformando in forma ufficiale richieste che fino a quel momento erano passate, probabilmente con fastidio, su WhatsApp. Ho fatto quello che si chiede ai cittadini, senza scorciatoie e senza ambiguità, cioè formalizzare, chiarire, circoscrivere.
Tre punti, netti.
Primo, verificare una cosa grave, ovvero la possibile rivendita sottobanco dei buoni doccia destinati ai senzatetto, circostanza che mi è stata riferita da alcune persone e che, non avendo io strumenti per accertare, ho chiesto a chi ha il potere e il dovere di farlo di verificare. Perché qui non si tratta di voci da bar, ma di segnali che, se confermati, descriverebbero un meccanismo indegno. Speculare sulla pelle di chi non ha nulla non è una furbizia, non è un’eccezione tollerabile, è un’infamia.






