Mappature delle aree buie e installazione dei lampioni Led intelligenti con sensori di movimento. Installazione di videocamere nei punti critici indicato dalle Circoscrizioni e dai comitati di quartiere. Creazione di una app per le segnalazioni dei cittadini di situazioni di illegalità e controllo, nell’ambito del controllo di vicinato. E ancora: più agenti in strada, recupero degli spazi abbandonati e liberazione di quelli occupati abusivamente. Sono solo alcune delle proposte per migliorare la sicurezza nelle zone più emarginate della città del neonato Osservatorio sulle periferie di Torino presentato questa mattina in prefettura.

Il prefetto: «Ministero disponibile ad aumentare le risorse»

«Nel solco del decreto Caivano, l’obiettivo è quello di sviluppare sulle periferie dei grandi centri urbani un intervento sinergico e complessivo - spiega il prefetto Donato Cafagna - Un plesso di interventi che vede tutti gli organismi presenti, istituzioni e società, per cambiare il paradigma delle periferie». Quando si parte? «Già nei prossimi giorni avvieremo 4 gruppi di lavoro su 4 tematiche e a partire da questo organizzeremo il piano di interventi». Piano di interventi che, però, di nuovo ha poche misure: «Ci sono già delle linee di intervento finanziate nel Pnrr, dalla Regione e dal Comune. Il ministero dell’Interno potrà collaborare in termini di sicurezza e aree degradate. Altre risorse le chiederemo ai privati, non a caso ci sono le fondazioni bancarie». Nessun “surplus” di risorse, anche se il prefetto a margine aggiunge: «Piu fondi dal ministero? Già ci sono investimenti sulla videosorveglianza. Ma o osso anticiparvi che c’è la disponibilità ad aumentarli».