Una versione classica questa volta ambientata nella Baviera di Ludwig II, tra il castello fiabesco di Neuschwanstein e il palazzo di Linderhof, per il balletto più romantico della grande tradizione russa. “Il lago dei cigni” di Čajkovskij – rivisto da Aivars Leimanis, dal 1993 direttore artistico del Balletto dell’Opera Nazionale di Riga – porta per la prima volta a Torino la compagnia lettone, con i suoi sessanta ballerini. Da venerdì 19 a domenica 28 dicembre è ospite della stagione del Teatro Regio, accompagnata dall’Orchestra diretta dal Maestro Mārtiņš Ozoliņš (info allo 011 88.15.241 e su teatroregio.torino.it). Leimanis, tra i registi-coreografi più apprezzati dell’area baltica, ha un passato da grande ballerino e dal 1989 al 1993 ha danzato con la leggendaria coppia Vasilyev-Maksimova. Il suo Lago nasce nel 2002 per poi variare nuovamente in periodo di pandemia. Ci racconta lui stesso le novità della struggente storia d’amore tra il Principe Siegfied e la bella Odette, trasformata ogni giorno al sorger del sole in uno splendido cigno dal malvagio mago Rothbart.

Lei ha rivisto il Lago nel 2020, rimanendo fedele alla coreografia di Petipa e Ivanov, ma traendo ispirazione da Ludwig II. Com’è intervenuto?