“A Natale puoi” è un vecchio claim dei panettoni Bauli del 2008 e - viste le festività imminenti - fa pendant con la risoluzione dello spinoso nodo della conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie di Tim. Ieri sera, come anticipato da Il Messaggero.it, un consiglio straordinario del gruppo di tlc - tutti da remoto - ha finalmente deliberato la riforma facoltativa della struttura del capitale, un problema sul tappeto dal 2015: la delibera di ieri prevede la convocazione delle assemblee ordinaria e di risparmio per il 28 gennaio 2026 per approvare la proposta di conversione con un rapporto di 1 a 1 più un conguaglio di 12 cent; è poi prevista una conversione obbligatoria, se rimanessero eventualmente “risparmio” in circolazione con un rapporto di 1 a 1 più un mini-conguaglio di 0,04 euro per le risparmio; riduzione del capitale a 6 miliardi, destinando l’importo riveniente fino a concorrenza del quinto del capitale sociale (post riduzione), a riserva legale. I termini della conversione esprimono i premi alla quotazione del 19 dicembre. Al cda erano presenti i banchieri di Goldman Sachs ed Intermonte, advisor finanziari. Agli azionisti di risparmio è assegnata la facoltà di recesso, secondo la legge.
Tim, sì alla conversione: le azioni di risparmio diventano ordinarie
“A Natale puoi” è un vecchio claim dei panettoni Bauli del 2008 e - viste le festività imminenti - fa pendant con la risoluzione dello spinoso nodo della conversione...












