Tim propone ai suoi soci la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e la riduzione volontaria del capitale sociale, con un rapporto pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a complessivi 0,12 euro per azione.
I soci sono chiamati al voto il 28 gennaio in assemblea.
Se al termine della conversione facoltativa si dovesse procedere alla conversione obbligatoria il rapporto di conversione sarebbe pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio, più un conguaglio in denaro pari a complessivi 0,04 per azione di risparmio. Al termine dell'operazione il cda proporremo all'assemblea anche la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi, destinando l'importo riveniente in parte a riserva legale e a riserva disponibile di patrimonio netto.
L'operazione, spiega una nota, serve "a razionalizzare la struttura del capitale società e realizzare esigenze di semplificazione dell'assetto proprietario e, più in generale, della governance della società, nonché di riduzione dei costi di gestione connessi all'articolazione del capitale sociale in più categorie di azioni ammesse a quotazione". Inoltre "crea le condizioni per incrementare la liquidità e ampliare il flottante delle azioni ordinarie".









