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Ultimo aggiornamento: 7:15

Un videogioco gratuito sullo smartphone e undici volumi monumentali sugli scaffali: due facce della stessa operazione culturale, quella con cui l’Africa si riprende finalmente la propria storia. La domanda è: cos’era questo continente che rimaneva legato a immaginari e racconti di altri? Chi erano davvero gli africani, prima e dopo la colonizzazione?

L’Unesco ha risposto anche attraverso “African Heroes”, un videogioco sviluppato con la società Netinfo per raccontare la storia africana alla generazione cresciuta con il telefono in mano. Dieci figure emblematiche – dalla regina Nzinga a Zumbi dos Palmares, fino a Toussaint Louverture – diventano personaggi giocabili, pensati per raggiungere almeno centomila giovani in ogni paese del continente grazie alla diffusione capillare degli smartphone nelle aree urbane. Obiettivo: alimentare curiosità storica e autostima, permettendo ai ragazzi di riconoscersi in eroi ed eroine che hanno resistito, guidato, immaginato altri futuri.

Ma il videogioco è solo la punta dell’iceberg di un progetto molto più vasto: la Storia generale dell’Africa, avviata dall’Unesco nel 1964 nel pieno delle indipendenze per contrastare ignoranza e pregiudizi razziali ereditati da tratta atlantica e colonizzazione.