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Ultimo aggiornamento: 6:01

Il 24 gennaio 2026 – Giornata Mondiale della Cultura Africana e Afro-discendente – si festeggiano esattamente vent’anni dall’adozione della Carta per la rinascita culturale africana, firmata il 24 gennaio 2006 a Khartoum. Una giornata che celebra la ricchezza, la diversità e la trasmissione delle culture africane e delle loro diaspore in tutto il mondo. Una celebrazione nobile sulla carta, ma – tra retorica e realtà – ci obbliga a chiederci: quanto conta davvero oggi la “cultura” dei diversi Paesi nel panorama geopolitico africano del 2026?

La data del 24 gennaio ha una storia precisa: nel 2006 i capi di Stato e di governo dell’Unione africana adottarono a Khartoum, in Sudan, la Carta per la rinascita culturale africana. Tredici anni dopo, l’Unesco adottò il 24 gennaio come Giornata mondiale per la cultura africana e afrodiscendente durante la 40a sessione della Conferenza generale nel 2019, su proposta del Togo. Ma qui arriva il primo dato interessante: la Carta è entrata effettivamente in vigore solo nell’ottobre 2020, dopo aver ricevuto la 15a ratifica necessaria da parte della Commissione dell’Unione Africana. Quarantacinque anni dopo la sua adozione originale nel 1976 a Port Louis, Mauritius (sostituita dalla versione rinnovata di Khartoum), e quattordici anni dopo quest’ultima.