Se avete visto il film Una notte da Leoni, la vostra esperienza a Las Vegas vi sembrerà meno paradossale e surreale. Sì, perché La Mecca made in Usa del divertimento non è solo gioco e azzardo nei casinò tra tavoli da roulette e slot machine, ma è anche eccesso al limite della follia. Lo dimostra la possibilità di sposarsi vestiti da Elvis Presley, da Capitan America e Cat Woman o da marziani in una delle tante cappelle che organizzano matrimoni molto anticonvenzionali ma con validità legale. E lo conferma l’idea di girare per la città in carrozza, a bordo di auto d’epoca o giganti carrelli della spesa a dieci posti. Ma a Las Vegas tutto è concesso, tutto è possibile. E la proposta è infinita dall’alba a notte fonda, rinnovandosi di giorno in giorno. Ogni sera non mancano concerti di grandi artisti, incontri di wrestling, spettacoli grandiosi come quelli del Cirque du Soleil.
Ennesimo capitolo della vicenda di Jeffrey Epstein. Venerdì, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato svariate migliaia di file relativi al finanziere morto suicida nel 2019. Non sono tuttavia mancate le polemiche. A novembre, una legge, approvata quasi all’unanimità dal Congresso e firmata dallo stesso Donald Trump, aveva stabilito che i documenti relativi al caso avrebbero dovuto essere rilasciati entro 30 giorni. La deadline sarebbe quindi stata venerdì scorso, ma il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato soltanto una parte dei file. Il viceprocuratore generale, Todd Blanche, ha infatti affermato che «nelle prossime due settimane» dovrebbero essere divulgate «altre centinaia di migliaia» di fascicoli.








