Si è chiusa sabato l’edizione 2025 del SEMA Show, la più grande manifestazione al mondo dedicata al tuning e alle personalizzazioni aftermarket. Quattro giorni di eccessi, rombi e chrome sotto le luci al neon del Las Vegas Convention Center: oltre 140 mila visitatori e 2.400 espositori hanno trasformato i quattro padiglioni e le aree satellite in un parco giochi da 240 mila metri quadrati dove tutto è possibile, purché abbia almeno 500 CV o un kit di sollevamento da 12 pollici.
Appuntamento storico
Dal 1967 la Specialty Equipment Market Association (SEMA) organizza questo rito pagano dell’automobile. E ogni anno le Case ufficiali si presentano in incognito, senza cravatta ma con budget da capogiro, per rubare la scena ai preparatori indipendenti.
Toyota gioca a fare il Dr. Frankenstein
Nella Central Hall – quella che l’anno scorso era territorio Ford – Toyota ha portato mezza dozzina di mostri multi-propulsione. Il pick-up Tacoma H2-Overlander con celle a combustibile a idrogeno sembrava uscito da un film di Mad Max green. Accanto, le ibride Camry GT-S e Corolla Cross Nasu Edition hanno fatto rimpiangere a mezza America di aver comprato una Prius. Il pezzo forte? Il prototipo da cronoscalata bZ Time Attack, basato sul SUV elettrico bZ4X, e – per i talebani della benzina – il piccolo ATV Scion 01 con 2.4 turbo-ibrido da 325 CV che sembrava un kart con la rabbia.






