Mentre i jet privati atterrano all'Harry Reid International Airport e i giganteschi striscioni promozionali avvolgono gli hotel sulla strip come il Luxor, il Venetian e il Mandalay Bay, l'atmosfera che permea Las Vegas alla vigilia del Consumer Electronics Show (CES) è senz’altro diversa da quella degli anni precedenti.

Se il biennio 2024-2025 è stato dominato dall'euforia febbrile e talvolta caotica per l'intelligenza artificiale generativa - con le piccole startup e i grandi brand ansiosi di appiccicare l'etichetta "AI" su qualsiasi superficie disponibile - il 2026 si preannuncia come l’anno in cui l’entusiasmo lascia spazio ad applicazioni durature.

Non siamo più di fronte a promesse astratte di chatbot onniscienti confinati nel cloud. A Las Vegas assisteremo alla definitiva fioritura della "Physical AI": l'intelligenza sta scendendo dal cielo digitale per incarnarsi in silicio, metallo e polimeri dei dispositivi che affollano le nostre case, le nostre automobili, la nostra vita in movimento.

Stiamo parlando, insomma, di un’IA che si manifesta attraverso una presenza fisica tangibile e, per la prima volta, potenzialmente utile in modo proattivo.

La guerra dei display: oltre il pixel, verso la luce pura