La scelta di Carlos Alcaraz di silurare Juan Carlos Ferrero, ex gloria del tennis spagnolo che da allenatore lo ha condotto al numero uno della classifica mondiale, fa ancora discutere. E anche in questo caso, il confronto con il suo eterno rivale Jannik Sinner è praticamente obbligato.

Ferrero ha fatto sapere che avrebbe continuato volentieri la sua collaborazione con il fenomeno di Murcia, che ha chiuso la collaborazione in maniera unilaterale. Si parla di divergenze sul nuovo contratto di Ferrero, banali motivazioni economiche, oppure necessità di nuovi stimoli dopo una stagione logorante, che ha portato al sorpasso su Sinner in vetta al ranking Atp ma conclusa con il fiato corto e l'altoatesino di nuovo pronto a riprendersi lo scettro, con gli Australian Open (di cui l'azzurro ha vinto le ultime due edizioni) già alle porte.

ALCARAZ E FERRERO, NON SOLO SOLDI: COSA C'È DIETRO LA ROTTURA

"Follow the money": ancora una volta, sembra che siano i soldi al centro di una clamorosa separazione nel mond...

Secondo il giornalista Benoit Maylin, Alcaraz si sarebbe però soprattutto fatto condizionare da altre persone. E questa, suggerisce, è la maggiore differenza con Sinner che quando salutò il suo mentore Riccardo Piatti per chiamare Simone Vagnozzi (raggiunto poi da Darren Cahill) fece invece tutto di testa sua".