Una storia d’amore finita. Non un rapporto di lavoro concluso. Si parla di dolore che deve sparire, di incapacità di reagire, di tempo che deve passare. Di scarsa voglia di vedere qualcun altro.

Juan Carlos Ferrero che ha plasmato e trasformato un giovanissimo e grezzo talento nel numero uno del mondo parla della fine improvvisa e fragorosa del legame con Alcaraz.

La frattura

Si parte, nella lunga intervista che ha concesso a Marca, dal contratto non rinnovato, su una discussione che non si è voluta risolvere: “Quando finisce un anno bisogna rivedere alcuni aspetti contrattuali. C'erano alcune cose su cui non eravamo d'accordo. Questioni su cui eravamo entrambi in disaccordo. Forse si sarebbero potute risolvere se ci fossimo seduti a parlare, ma alla fine non l'abbiamo fatto”.

Poi di un legame molto forte e il dolore per la rottura: “Abbiamo avuto un rapporto allenatore-giocatore molto stretto. Abbiamo entrambi bisogno di un po' di tempo per elaborare completamente questa rottura. Non è facile. In questo momento sto soffrendo. Queste relazioni sono difficili da chiudere da un giorno all'altro. Ci deve essere un periodo di lutto. E, soprattutto, immagino che mi farà male vederlo giocare nei tornei. Credo che ci vorrà del tempo”.