Dopo l'Askatasuna di Torino si guarda a Roma. Tornerà nel vivo al termine delle festività natalizie il dossier occupazioni. Già nel mese di gennaio potrebbe finire sul tavolo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza della Capitale la lista di quelle da sgomberare. Se ne discuterà, con ogni probabilità, dopo la chiusura del Giubileo il 6 gennaio e dopo il periodo di Natale in cui, abitualmente, nella Capitale c'è una sorta di moratoria degli interventi.
Nell'elenco ci sarebbero, in particolare, occupazioni storiche come quella di Casapound in via Napoleone III e lo SpinTime in via Santa Croce in Gerusalemme, entrambe all'Esquilino. In ogni caso si dovranno individuare soluzioni alternative, in particolare per situazioni come lo SpinTime dove si trovano molti minorenni. Dal movimento di destra tornano a manifestare forte contrarietà all'ipotesi di dover liberare il palazzo, già circolata più volte in passato.
"Riteniamo che sgomberare Casapound all'Esquilino sia un'ingiustizia - sottolinea il portavoce Luca Marsella -. In Italia ci sono 200 occupazioni in cui sventola la bandiera rossa e quella di Casapound è l'unica dove sventola il tricolore. Nasce 20 anni fa sulle barricate dell'emergenza abitativa e dà casa a 20 famiglie. Non vogliamo rimanere per sempre occupanti - aggiunge Marsella - se ci si paragona alle occupazioni dei centri sociali allora si applichi la regolarizzazione come avvenuto per la maggioranza di queste. L'unica soluzione è la regolarizzazione - insiste il portavoce di Cpi - come fatto in molti casi, a partire dall'occupazione di Porto Fluviale".
















