È finita per Askatasuna. Il più noto tra i centri sociali italiani è stato finalmente sgomberato. Un'operazione, quella condotta dalla Digos della questura di Torino, collegata all'inchiesta sugli assalti avvenuti nei mesi scorsi durante manifestazioni pro Palestina alla redazione de La Stampa. Ed ecco che a pochi minuti dalla notizia, c'è chi scende in piazza. "Sono scioccata, sono davvero scioccata da quello che sto vedendo. Stamattina sono arrivata davanti a Via Balbo e ho visto armi e ho visto scudi. Quando stavamo organizzando, stavamo preparando per domani quella che era la polentata, la festa della scuola insieme all'Aska, quindi domani ci sarebbero stati bambini e famiglie a festeggiare insieme". A dirlo è una mamma del quartiere e del comitato Vanchiglia Insieme. È lei che davanti al centro sociale lamenta il blitz, a ridosso della "polentata".
Ma non solo. "Abbiamo organizzato eventi in questi mesi, siamo stati insieme, abbiamo costruito una comunità e siamo una comunità. E l'Aska è casa nostra, è casa di tutto il quartiere. E continuerà a esserlo perché non molliamo, perché noi ci crediamo, perché la cosa importante sono delle relazioni, le relazioni che abbiamo costruito insieme, tutti insieme. Quindi domani non lo so, la polentata non si potrà fare dentro, ma noi come comunità non molliamo, ci siamo".













