TREVISO - La fabbrica era dietro la villa di famiglia. Antonio Tognana portava ancora i pantaloni corti quando seguiva il padre negli uffici disegnati da Carlo Scarpa in via Sant'Antonino, al confine tra il comune di Treviso e quello di Casier. La porcellana è semplicemente la sua vita. Quinta generazione di una famiglia che dal 1770 iniziò a Treviso la fabbricazione di laterizi, il cui padre Aldo fondò la Tognana Porcellane nel 1946, diffondendo il gusto per la mise en table. «Eravamo la Fiat della porcellana», gli piace ripetere. E Tognana è di fatto il nome delle porcellane delle famiglie italiane.
Però ad un certo punto la vita di Antonio incrocia una storia di bellezza che rischiava di rimanere impigliata nelle maglie del passato glorioso di Venezia. Il protagonista si chiama Geminiano Cozzi, è nato a Modena e nel 1751 arriva a Venezia senza un soldo ma con un'idea precisa: immergersi nel nuovissimo business della porcellana, sbarcata da pochi anni in Europa dalla Cina. «Era un tipo ingegnoso il Cozzi spiega Tognana . Al mestiere della manifattura abbinava quello di coltivatore di corallo, produttore di crogiuoli per la Zecca, di fornitore di legnami per gli scafi da guerra della Marina veneziana e fu il primo imprenditore italiano ad emettere obbligazioni per finanziare la sua attività». Lo stile dei decori della porcellana da pochi anni arrivata a Venezia però non gli piaceva, e così Geminiano Cozzi impresse alle collezioni che portavano il suo nome un piglio forte e preciso, caratterizzato dall'uso di pigmenti puri, da decorazioni ricche e vivaci, dall'uso della prospettiva su tazzine e zuppiere.









