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Magistrati, assessori, politici e persino operai: chi è contro gli antagonisti rischia. Salvini: "Serve la ruspa"
Proiettili, minacce di morte, linciaggi e spedizioni punitive: per 30 anni, tra silenzio e complicità politiche, Askatasuna, il cuore dell'antagonismo torinese, ha instaurato un regime del terrore. Lo sgombero del centro sociale, disposto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, può essere la nuova miccia esplosiva. Il leader di Askatasuna Giorgio Rossetto lancia la chiamata alle armi. Eppure, in questi 30 anni chi ha provato a far rispettare la legge a movimenti Askatasuna e No Tav è finito nel mirino. Minacciato di morte. Costretto a una vita blindata tra scorte e anonimato. La lista dei bersagli è lunghissima. Magistrati, politici, imprenditori e addirittura operai. L'ultima fatwa è contro l'assessore regionale di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone. "Marrone datte fuoco", è la scritta comparsa in una strada nel quartiere Vanchiglia a Torino dove era insediato il centro sociale Askatasuna.






