Avanti tutta sulla lotta alle chiamate indesiderate e moleste: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) punta a estendere l’utilizzo dei numeri brevi a tre cifre (quelli già attualmente in uso per l’assistenza clienti attraverso i call center, ad esempio da parte degli operatori di Tlc) anche alle aziende che legalmente operano nel settore del telemarketing e del teleselling. Obiettivo: permettere ai consumatori di identificare immediatamente il mittente.La posizione dell'Agcom“Consentire la possibilità che i numeri brevi siano utilizzabili per chiamate di teleselling contribuisce a creare una maggiore affidabilità e fiducia negli utenti riguardo all’impresa ‘chiamante’ (o mittente nel caso di messaggistica), in quanto consente alle aziende di essere più facilmente identificate dai propri clienti, riducendo, quindi, i rischi di confusione dell’identità del chiamante, ingenerati dai fenomeni fraudolenti o aggressivi. Inoltre, il numero breve non può essere replicato dall’estero”, spiega l’Autorità nell’avviare la consultazione pubblica (durerà 45 giorni) con la proposta di modifica del piano di numerazione che per l’appunto mira a introdurre l’utilizzo di numerazioni brevi per chiamate e/o messaggi destinati ad attività di teleselling e telemarketing.“Tale intervento – spiega ancora Agcom – si rende necessario in un contesto di mercato caratterizzato da modalità aggressive di contatto della clientela per teleselling e telemarketing, collegate a tentativi di frode. Tali condotte, sono molto spesso collegate alla pratica del Cli spoofing (Calling line identification, tradotto come “camuffamento dell’identità del chiamante”, ndr) finalizzata a rendere non rintracciabile l’autore della frode, oltre a eludere le norme nazionali sulla privacy e sul Registro delle opposizioni”.Con il filtro anti-spoofing si punta a ridurre dell'80% le chiamate fraudolenteA proposito di Cli spoofing è passato esattamente un mese dall’attivazione del “filtro” per le chiamate indesiderate provenienti dall’estero da numerazione mobile (fatte salve quelle di utenti realmente in roaming), dopo il debutto ad agosto per le chiamate con numerazione fissa. La portata del fenomeno è stata palpabile già sin da subito: negli 11 giorni di novembre dall'inizio del blocco (dal 19 al 30 novembre) su 88,3 milioni di chiamate mobili con Cli italiano dall’estero (circa 7,4 milioni al giorno) ne sono state bloccate 49,3 milioni (circa 4,1 milioni al giorno) con una percentuale media di blocco del 55,8%.Si osserva, tra l’altro, un repentino calo del numero di tentativi di chiamata che passano da 24,2 milioni circa (19 novembre) a 7,2 milioni il 20 novembre, ciò a conferma del fatto che buona parte del traffico era fraudolento, come previsto dall’Autorità. Se si analizzano le chiamate nei soli giorni non festivi dove si concentrano le chiamate spam il calo è ancora più brusco: sono passate da una media di 34,5 milioni al giorno prima del 19 novembre a una media di 7,1 mln al giorno nell’ultima settimana non festiva di novembre .Quindi il fenomeno delle chiamate mobili dall'estero si è ridotto dell'80% (da 35 milioni al giorno, a 7 milioni al giorno) ma tuttavia le restanti chiamate con Cli italiano (7 milioni al giorno) sono costituite da oltre il 50% di spoofing e vengono correttamente bloccate.“Il sistema di filtraggio ha dimostrato la sua efficacia, bloccando il flusso di chiamate fraudolente con numero telefonico nazionale e, per la prima volta, quantificando con una misurazione oggettiva, la portata del fenomeno illegale. Come prevedibile – puntualizza l’Autorità - il traffico illegale con numeri italiani si è spostato su chiamate con numerazione estera, che, notoriamente, non possono essere bloccate dagli operatori, in virtù degli obblighi di interconnessione e interoperabilità internazionale delle reti e dei servizi”.Ma vero è che i consumatori tendono a prestare maggiore attenzione quando ricevono una chiamata da un numero estero sconosciuto.Le sanzioni di Antitrust e Garante PrivacyLa lotta al telemarketing e teleselling fraudolenti vede in campo anche l’Autorità Antitrust e il Garante per la Privacy. A inizio dicembre l’Antitrust ha inflitto sanzioni per oltre 500mila euro a sei società di call center che contattavano i consumatori per proporre l’attivazione di contratti di energia e di telefonia fornendo informazioni ingannevoli anche sull’identità del chiamante oltre che sui contenuto delle offerte (le sei società multate sono Titanium, Fire e J.Wolf Consulting nell’ambito dell’energia, Nova Group, Communicate e Entiende in quello delle Tlc)."Nel settore dell’energia è stato accertato che gli operatori dei call center si presentavano come dipendenti di Autorità di regolazione e controllo o di un centro assistenza bollette e informavano i consumatori di asseriti aumenti imposti dalla regolazione o di presunte anomalie per indurli a stipulare un nuovo contratto di fornitura – spiega l’Autorità in una nota -. Per il settore delle telecomunicazioni, invece, gli addetti ai call center affermavano di lavorare per l’ufficio tecnico o amministrativo dell’attuale fornitore e prospettavano, falsamente, imminenti disservizi o la scadenza della tariffa relativa al contratto in corso e l’applicazione di rincari da parte del fornitore dell’utente chiamato. Gli addetti ai call center indicavano altresì che questi eventi potevano essere evitati attivando una nuova offerta con un diverso operatore a condizioni contrattuali particolarmente favorevoli, che poi si rivelavano false”.Da parte sua il Garante Privacy ha sanzionato Verisure Italia - società nota per i sistemi di allarme - per 400mila euro per trattamento illecito di dati personali ai fini di marketing. “Il provvedimento nasce dal reclamo di un ex cliente, che aveva continuato a ricevere sms promozionali indesiderati, anche dopo essersi opposto al trattamento dei dati, e dalla segnalazione di un potenziale cliente che, dopo aver richiesto un preventivo, aveva iniziato a ricevere telefonate, email e sms di natura pubblicitaria”, spiega il Garante aggiungendo che in entrambi i casi, le comunicazioni erano proseguite nonostante l’esercizio del diritto di opposizione previsto dal Regolamento Ue.E le violazioni riscontrate sono state “numerose e gravi”, puntualizza l’Autorità che oltre a infliggere la sanzione ha vietato all’azienda “l’ulteriore trattamento dei dati personali acquisiti illecitamente” nonché la “cancellazione di quelli raccolti in mancanza di un valido consenso" e ha imposto “l’adeguamento delle informative al Regolamento Ue”. Sanzionata per 300mila euro anche Aimag – azienda che gestisce servizi nel settore energetico, idrico, ambientale e del teleriscaldamento – “per aver trattato i dati dei propri clienti senza adeguate misure di sicurezza e un’idonea base giuridica per finalità di telemarketing”.Fratelli d’Italia punta a una riforma “ampia”È a firma della deputata di Fratelli d’Italia Eliana Longi la proposta di legge – attualmente in fase di approvazione presso le Commissioni Trasporti e Attività produttive – finalizzata a riformare il settore del telemarketing e del teleselling. “Il telemarketing può essere uno strumento utile, ma solo se inserito all’interno di regole precise che garantiscano un mercato sano, trasparente e rispettoso dei cittadini”, sottolinea Longi spiegando che l’obiettivo della proposta è duplice, “da un lato proteggere i consumatori dalle pratiche abusive e rafforzare la disciplina sul trattamento dei dati, dall’altro sostenere i lavoratori e le imprese corrette, anche attraverso strumenti come il registro dei consensi e norme più stringenti per chi opera nel settore”.Stando a quanto emerso in occasione del convegno Telemarketing e teleselling: regole, occupazione e sostenibilità del mercato, organizzato dall’associazione Codici alla Camera dei deputati, il 60% dei contratti sottoscritti tramite telemarketing risulta peggiorativo rispetto alle condizioni precedenti. “Sul piano della struttura del mercato abbiamo introdotto per legge la figura dell’utility manager – ha detto la deputata di Fratelli d’Italia Letizia Giorgianni – un professionista che ha il compito di orientare il consumatore verso la scelta più conveniente e consapevole. Occuparsi di telemarketing non significa attaccare il mercato, ma farlo funzionare meglio, garantendo trasparenza, correttezza e reale libertà di scelta”.E secondo Gabriele Veltri, avvocato di Codici “è auspicabile e possibile una integrazione della normativa europea sulla privacy Gpdr e il Codice del Consumo per garantire tutele ancor più efficaci che possano trascendere il profilo individuale ed approdare a quello collettivo”.