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Si stanno tenendo in questi giorni a Londra i Mondiali di freccette, spettacolari sia per le prestazioni dei giocatori sia per il colorato e chiassoso pubblico dell’Alexandra Palace, l’edificio vittoriano in cui si stanno svolgendo. Siamo ancora al primo turno, una sorta di sessantaquattresimi di finale, ma si sono già visti diversi risultati inattesi. La sorpresa più grande finora è stata senza dubbio la vittoria del keniano David Munyua contro il belga Mike De Decker.

Munyua ha 30 anni ed era all’esordio non solo ai Mondiali, ma anche a un torneo giocato in Europa: prima di questo viaggio a Londra non era mai uscito dall’Africa. Lavora come veterinario in Kenya, mentre De Decker è un giocatore professionista, il numero 18 del ranking ai Mondiali, vincitore lo scorso anno di un torneo importante come il World Grand Prix.

È stata una vittoria sorprendente anche per il modo in cui è arrivata: in rimonta, dopo che Munyua era stato in svantaggio per 2 set a 0 (in questo turno del torneo vince chi arriva per primo a 3 set, e in ciascun set bisogna vincere 3 leg, cioè turni in cui dal punteggio di 501 si deve scendere fino allo 0 esatto).

Sul punteggio di 2 set a 1 per lui e 2 leg pari De Decker ha avuto tre match darts, cioè freccette che se avesse tirato giuste su un doppio (bisogna sempre chiudere con un tiro doppio, in cui la freccetta finisca cioè nel rettangolino più esterno di uno spicchio) avrebbe vinto la partita. Le ha fallite tutte e tre, disturbato anche dal pubblico che ha tifato per Munyua, e contro di lui, in modo abbastanza plateale, cosa di cui alla fine della partita si è lamentato. Quando infine Munyua ha completato la rimonta e chiuso la partita con un doppio 20, all’Alexandra Palace si è scatenato il pandemonio.