Torneo con 12 gironi da tre nazionali ciascuno, 4 teste di serie, Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Olanda entreranno in gioco dagli ottavi di finale

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Ma che ne sa Infantino di quello che sta accadendo all'Eissporthalle di Francoforte. Trentasei nazioni all'inseguimento del titolo, l'Italia è scesa in gara ieri sera contro la Lettonia. Poi le toccherà Trinidad&Tobago. Trattasi del mondiale di freccette e noi qui ci siamo, mica come gli azzurri del pallone. Torneo con 12 gironi da tre nazionali ciascuno, 4 teste di serie, Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Olanda entreranno in gioco dagli ottavi di finale, sfida aperta, tra i partecipanti anche Mongolia, Filippine, Uganda, Singapore, Thailandia, Usa. Domenica tutto finito, premiazione, coppa in mano, medaglia al petto, assegno di mezzo milione di sterline, favoriti gli irlandesi di Belfast, campioni in carica, derby con la coppia inglese, si andrà di birre in dosi industriali. Michele Turetta, di anni 41, vicentino, operaio metalmeccanico nelle Acciaierie Valbruna, ha imparato nei bar, poi ha fatto il giro dei tornei in Europa, così qualificandosi per la fase finale in Germania. Con lui in pedana Riccardo Castelli, piemontese, il primo atleta italiano ad avere partecipato al mondiale in Danimarca ma da remoto, via skype, causa coronavirus. Pensate un po' a che cosa sarebbe un mondiale di calcio in smart working. Secondo una corrente di pensiero britannica i giocatori di freccette hanno una forza corporea superiore ai calciatori. È la difesa di una disciplina storica nel Regno, ogni pub ha un bersaglio da centrare, a Francoforte sono presenti anche gli arbitri, in alcuni casi detti registrapunti, non è invece previsto l'uso del Var, si preferisce la lealtà dei giocatori.