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20 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:25
Il 27 e il 28 settembre 2025 il Marocco viene scosso da manifestazioni di protesta, le più partecipate dai tempi della Primavera Araba del periodo 2011-2012: Rabat, Casablanca e Marrakech sono i centri della rivolta. Il 29, la gente scende in piazza anche ad Agadir e qui il dissenso acquista un forte valore simbolico: otto donne sono infatti morte di parto in un ospedale pubblico nelle settimane precedenti, mettendo a nudo i gravi problemi del servizio sanitario nazionale. Una delle novità, rispetto alla Primavera Araba, è rappresentata da uno dei temi della protesta: vengono contestate al governo di Rabat le spese enormi sostenute per la costruzione e la ristrutturazione degli stadi, in vista della Coppa d’Africa 2025 e del mondiale 2030, in cui il Marocco sarà uno dei paesi organizzatori, insieme a Spagna e Portogallo. Le risorse per il calcio “mangiano” quelle che dovrebbero essere destinate alla costruzione e ristrutturazione degli ospedali: di fronte alle otto donne morte a Agadir, non si può restare in silenzio. L’altra novità è l’anima della ribellione: la generazione Z, ovvero gli under 25, simbolo di un paese in cui la popolazione giovanile rispecchia il boom della natalità, ma è flagellata dalla disoccupazione. Le cifre ufficiali indicano il 35,8% dei non occupati.












