Buona (anche) la terza per James Cameron: continua a convincere appieno la saga di “Avatar”, il cui nuovo capitolo è l’assoluto protagonista del weekend in sala.

“Avatar – Fuoco e cenere” riparte dove si era concluso il precedente “La via dell’acqua”: Jake Sully e la sua famiglia sono ancora ospiti del clan acquatico dei Metkayina, ma la morte di Neteyam pesa sul cuore di tutti.

Spider intanto, nonostante abbia ripudiato gli esseri umani e si senta parte della famiglia, continua a essere perseguitato dal padre naturale, il Colonnello Quaritch: l’avatar di quest’ultimo è di nuovo in forma, ancora in caccia del disertore rivoluzionario Jake ma anche a suo modo affezionato a Spider, che rivorrebbe con sé, spinto da un impulso ambiguo.

Nel tentativo di proteggere la propria famiglia (nonché Spider e gli ospitali Metkayna) da ulteriori incursioni, Jake decide di allontanarsi con loro. Il tragitto però riserva un traumatico imprevisto: l’impatto con lo spietato clan del fuoco, noto per crudeltà e disciplina ferrea.

Il terzo capitolo della saga campione d’incassi prosegue in maniera coerente con quanto visto nei lungometraggi precedenti: il primo film ci aveva mostrato una grandiosa metafora del pianeta Pandora come una gigantesca rete in cui tutti sono connessi (perfetta rappresentazione di internet e del concetto di Avatar, appunto); il secondo si era dedicato all’elemento dell’acqua, ambito che Cameron ama follemente come dimostrato dalla sua passione per le immersioni e per titoli come “Abyss” o “Titanic”.