(di Daniela Giammusso)

Dopo oltre sedici anni dalla notte buia del 6 aprile 2009 e dal sisma che devastò L'Aquila, il Munda, il Museo Nazionale d'Abruzzo, simbolo della città e scrigno della memoria artistica regionale, torna "a casa" al Castello cinquecentesco della città.

Una sede completamente rinnovata, con un moderno allestimento nel quale, dal 20 dicembre, le opere saranno esposte con nuove tecnologie per la narrazione e nel più ampio rispetto dell'accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale.

E soprattutto protette da sistemi antisismici e antivibrazione.

"Il ritorno del Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello dell'Aquila - commenta il direttore generale Musei del Mic, Massimo Osanna, presentando la nuova sede - rappresenta un passaggio di grande valore simbolico e culturale: non soltanto la restituzione di un museo alla sua sede storica, ma il segno concreto di un percorso di ricostruzione che ha posto al centro il patrimonio come bene pubblico, strumento di conoscenza e fattore di coesione per la comunità. Il nuovo allestimento - dice - è il risultato di un lavoro lungo e articolato, che ha intrecciato ricerca, restauro e progettazione museografica, restituendo accessibilità a collezioni il cui rapporto con il museo e con il pubblico era stato profondamente segnato dai tragici eventi del 2009".