“Se nella famiglia Berlusconi vogliono partecipare... loro sono amici, li sentiamo sempre, se vogliono scendere in campo ben venga, a braccia aperte”. Antonio Tajani, alla presentazione del libro di Bruno Vespa a Roma, ostenta i rapporti cordiali con la famiglia del fondatore di Forza Italia. Il vicepremier e segretario azzurro viene da due settimane in cui la relazione con gli eredi di Silvio Berlusconi è parsa meno salda: prima il discorso di Pier Silvio alla festa di Natale di Mediaset – “sono grato ad Antonio ma servono facce nuove” – poi la nascita dell’area di Roberto Occhiuto, il presidente della regione Calabria che non dispiace alla primogenita Marina.
Al debutto la corrente di Occhiuto: “FI non può galleggiare all’8 per cento”
di Gabriella Cerami
17 Dicembre 2025
La strategia di Tajani, quindi: non mostrarsi chiuso nel proprio fortino. “A me interessa che vincano i principi e valori”, ripete. “Oggi posso esserci io, domani un altro. Mi interessa che ci sia un fermento che faccia vincere i valori liberali di cui parlava Berlusconi. Io nella vita ho avuto tutto, non sono attaccato alla poltrona, figuriamoci se non mi sento gratificato”. Dovesse servire, avanti il prossimo: “Se mi vogliono come guida bene, sennò c'è il signor Francesco che è più bravo di me e se qualcuno della famiglia Berlusconi si vuole candidare, a braccia aperte”.











