Sono già stati raccolti più di 80 mila euro e ne mancano ancora 20 mila per realizzare il progetto di medicina solidale di un ambulatorio mobile per l'assistenza sanitaria nei quartieri torinesi. Un modo per venire incontro alle esigenze di un'utenza che non riesce ad accedere nemmeno ai servizi più basilari: in alcune aree della città, infatti, oltre il 30% delle persone non ha un medico di base.

Un dato che dimostra una disuguaglianza profonda e molto spesso invisibile. Per questo è stato ideato l'“Ambulatorio Mobile ProXimo” per iniziativa di Cesvi Fondazione ETS e soprattutto del partner territoriale Camminare insieme, associazione volontaria che a Torino opera per le persone più vulnerabili, mettendo a disposizione servizi sociosanitari gratuiti, beni di prima necessità e percorsi di accompagnamento ai servizi pubblici. Un'organizzazione di volontariato presieduta e animata tutti i giorni nel lavoro anche molto impegnativo da un volontario un po' speciale come Sergio Chiamparino, ex Sindaco di Torino e Presidente della Regione Piemonte.

Natale è davvero alle porte e la parola dono può trasformarsi in un'azione solidale piuttosto che in un oggetto da acquistare e regalare ai propri cari. Il traguardo dei 100 mila euro necessari all'allestimento del mezzo di trasporto in ambulatorio gratuito è veramente vicino, considerando che il crowdfunding termina a fine dicembre, esattamente il 31. «Vogliamo superare le barriere geografiche, sociali ed economiche che oggi impediscono a troppe persone di ricevere cure adeguate - spiegano i promotori, supportati da Intesa Sanpaolo - l'obiettivo è portare trattamenti medici essenziali e attività di prevenzione direttamente nelle strade e nei quartieri più fragili della Città Metropolitana di Torino, generando un impatto concreto e misurabile sulla salute pubblica del territorio. Il nuovo ambulatorio mobile sarà un mezzo attrezzato e riconoscibile, pronto a raggiungere chi non può spostarsi o non riesce a chiedere aiuto: persone senza fissa dimora, famiglie in difficoltà, donne in gravidanza e comunità mamma-bambino. Agiremo dove il bisogno è reale, ma sovente nascosto. Attraverso un approccio domiciliare e di prossimità, intercettando precocemente le fragilità e favorendo percorsi di cura continui e sostenibili. Le nostre equipe multidisciplinari composte da medici volontari, operatori sanitari, mediatori culturali ed educatori garantiranno una presenza competente nei contesti più complessi».