Uno spinoso “affare di famiglia” per Sabrina Knaflitz. Non quella vera – la grande tribù dei Gassmann – ma quella portata in scena con “Ubi maior” di Franco Bertini, con la regia di Enrico Maria Lamanna e la produzione de I Due della Città del Sole: l’allestimento è in cartellone al Gioiello da questa sera.
Sabrina, di cosa parla lo spettacolo?
«Il testo racconta una famiglia disfunzionale, in cui nessuno è come sembra. Io interpreto Lorena, una donna che sta attraversando un momento di grande cambiamento personale, che però non ha ancora rivelato né al marito né al figlio Tito, campione olimpico di scherma interpretato da Leo Gassmann, che nella vita è mio figlio».
Anche i social entrano nella storia.
«Sì, il marito, interpretato da Matteo Taranto, è un giornalista ossessionato da un video diventato virale che lo riguarda. Tito torna a casa pensando di dover confortare il padre, ma si trova davanti problemi ancora più grandi, causati dalla madre. C’è poi un quarto personaggio, interpretato da Barbara Begala, un’amica misteriosa che avrà un ruolo fondamentale nel far emergere le dinamiche familiari».






