Cosa sappiamo davvero dei nostri figli? È una delle domande di “Sfidati di me”, il nuovo spettacolo di Paolo Kessisoglu con la regia di Gioele Dix che venerdì 19 dicembre alle 21 è al Teatro Fassino di Avigliana (via IV Novembre 19). Il sottotitolo “Un viaggio tragicomico nel silenzio tra genitori e figli” esplicita meglio le problematiche espresse da una storia in cui il protagonista, un uomo di mezza età, si precipita al pronto soccorso dove il figlio adolescente è ricoverato per un incidente.

È stata più forte la voglia di tornare a teatro o di scrivere una storia tutta sua?

«Il teatro è il posto da dove ho iniziato e dove mi sento a casa. Per ritornare in scena avevo bisogno di scrivere una storia che avesse a che fare direttamente con me e andasse oltre l’attualità e la politica. E, a differenza della tv, il teatro rappresenta proprio una dimensione parallela, abitata da personaggi diversi da quelli che ci aspettiamo. Volevo fosse uno spettacolo con la quarta parete».

A cosa allude il titolo “Sfidati di me”?

«Fa riferimento alla complessa relazione tra padre e figlio. Soprattutto vuole essere uno stimolo a compiere il proprio percorso e a staccarsi ciascuno dal proprio ruolo».