C’è stato un momento preciso in cui si è rotto quel “patto” tra il centro sociale torinese Askatasuna, oggi sgomberato, e l’amministrazione del Pd. E quel momento ha un giorno preciso, ovvero il 28 novembre quando nel primo pomeriggio alcuni antagonisti hanno fatto irruzione nella sede del giornale di Torino scrivendo sui muri frasi come «Giornalisti complici dell'arresto in Cpr di Mohamed Shahin», in riferimento alla detenzione dell'Imam di Via Saluzzo, poi liberato dalla Corte d'Appello. Ed è stato lanciato anche del letame da chi ha forzato un'entrata secondaria dell'edificio in via Ernesto Lugaro. Proprio allora il sindaco Stefano Lo Russo deve aver capito che il limite era stato superato e, infatti, ieri ha commentato l'episodio dicendo che «continuo a pensare che la scelta che abbiamo fatto in quella fase fosse quella di provare a verificare le condizioni di sussistenza della possibilità di restituire alla città una fruizione pubblica di quell'immobile in un percorso di legalità. Prendo atto che queste condizioni sono venute meno per la violazione dell'ordinanza. E' stata violata un'ordinanza e quindi automaticamente il patto è decaduto, e lo abbiamo comunicato ai sottoscrittori. Le operazioni condotte dall'autorità di pubblica sicurezza si sono svolte nelle forme e nei modi previsti dalla legge, dall'ordinamento e dai ruoli dei singoli soggetti".