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Il day after del ministro: "Spiegare a mia figlia che rischiavo la galera non mi lasciava dormire tranquillo"

"Se gli italiani ci risceglieranno nel 2027, sicuramente occuparmi di ordine pubblico, lotta alla mafia, agli spacciatori e ai trafficanti di esseri umani è qualcosa che ho già fatto con discreti risultati e che potrei tornare assolutamente a fare". Matteo Salvini non chiude la porta a un ritorno al Viminale e, dopo l'archiviazione del caso Open Arms, torna a parlare senza esitazioni di un futuro da ministro dell'Interno, visto che quello che qualcuno individuava come un impedimento è stato spazzato via. Non ora, non prima delle prossime elezioni, ma l'orizzonte è tracciato. La sentenza della Cassazione ha restituito serenità al vicepremier. "Oggi è una bella giornata", confessa a Rtl 102.5, raccontando la tensione della vigilia: "Ieri ero abbastanza teso perché quando c'è di mezzo la tua libertà personale non è un discorso politico. Spiegare a tua figlia e tuo figlio che il papà rischia di andare in galera, perché sopra i 4 anni c'è la galera non i lavori socialmente utili, non mi lasciava dormire tranquillo. Questa notte ho dormito bene".