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18 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:25
Una strana sceneggiatura con due copioni aleggia da mesi sul cinema italiano. Per il ministero della Cultura, il produttore italo-canadese Andrea Iervolino, in lite da tempo con l’ex socia Monika Bacardi, era un truffatore seriale: il capo della Banda Bassotti nell’usare le falle del tax credit per riempirsi le tasche. E per questo il 14 luglio 2025 la sottosegretaria Lucia Borgonzoni annunciava in pompa magna la revoca record di 66 milioni di euro proprio alla società di proprietà di Iervolino Sipario Movies.
Poi c’è l’altra sceneggiatura, che si sta scrivendo a suon di ricorsi, conti e perizie, e che racconta una storia tutta diversa: secondo questa ricostruzione, il Ministero avrebbe preso le classiche lucciole per lanterne nel tentativo di dare un “segnale politico” di controllo sul comparto, dopo l’esplosione dello scandalo Kaufmann e i delitti di villa Pamphili, che avevano messo in imbarazzo l’intero sistema dei controlli e pure chi, come Borgonzoni, da molti anni sedeva a capo dell’Audiovisivo italiano.






