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Ultimo aggiornamento: 18:58
La vicenda del presunto assassino della giovane donna e della infante, i cui corpi senza vita sono stati ritrovati a Roma nella centrale Villa Doria Pamphilj, ha provocato un’indiretta ricaduta mediatica nell’ambito del settore culturale, perché lo squilibrato killer avrebbe beneficiato del sempre più controverso “tax credit” a favore della produzione cinematografica: i giornali di destra hanno colto al balzo la vicenda per ri-denunciare usi ed abusi dello strumento del credito d’imposta, scaricando ogni responsabilità sull’ex ministro “dem” Dario Franceschini, cui si deve la legge di fine 2016 (la n. 220) di riforma del settore…
Premesso che non esiste una associazione meccanica (né psichica né legale) tra un presunto assassino ed un presunto truffatore, la vicenda evidenzia come i media “mainstream” si appassionino degli aspetti più “spettacolari” (in questo caso macabri) che delle dinamiche di sostanza della politica culturale.
Come commentare altrimenti il quotidiano La Verità, che spara un titolo in prima come “Abbiamo dato al killer di Roma un milione di euro per un film mai fatto”, denunciando un credito di imposta di 863mila euro per il film Stelle della notte, prodotto dalla società romana Coevolutions di Marco Perotti (budget teorico di 2,8 milioni di euro) e diretto da Francis Kaufmann alias Rexal Ford (il presunto omicida dai plurimi passaporti)… Tra l’altro, di questo film, non si comprende che fine abbia fatto.












