Caricamento player

I negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina stanno procedendo lungo due strade parallele. Da una parte gli Stati Uniti premono per una soluzione rapida, anche a costo di compromettere la sicurezza dell’Ucraina e di fare grosse concessioni alla Russia. Dall’altra l’Europa sta cercando di deviare questo processo per limitare le concessioni più esose alla Russia, fornire maggiori garanzie all’Ucraina e salvaguardare la sicurezza del paese.

Queste due strade si sono incontrate domenica e lunedì, quando negoziatori statunitensi, europei e ucraini si sono trovati a Berlino, in quello che è stato un grosso successo diplomatico del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Giovedì inoltre i leader dell’Unione Europea dovranno decidere cosa fare degli oltre 200 miliardi di euro di beni russi congelati, da cui potrebbe dipendere il sostegno economico all’Ucraina nei prossimi anni.

Dall’incontro di Berlino è emersa la più recente posizione negoziale dell’Ucraina, che prevede alcune concessioni notevoli. Il presidente Volodymyr Zelensky ha rinunciato per la prima volta alla richiesta che l’Ucraina entri nella NATO. In cambio, gli Stati Uniti e l’Europa hanno promesso garanzie di sicurezza definite simili a quelle dell’Articolo 5 dell’Alleanza atlantica, che prevede la mutua difesa tra i paesi membri, ad alcune condizioni.